Ci sono ricordi che il tempo non cancella. Non perché il dolore non passi, ma perché l’amore continua a trovare un posto dentro di noi. Questo è uno dei capitoli più personali de Il Peso Leggero.
Ci sono fotografie che non tengo in un album, ma dentro di me.
Le porto sempre con me, anche senza accorgermene.
Sono i volti delle persone che hanno segnato la mia vita e che, anche se non ci sono più, continuano ad accompagnarmi ogni giorno.
Per alcune di loro il tempo ha seguito il suo corso naturale. Il dolore, con gli anni, si è trasformato in nostalgia, e la nostalgia in una presenza silenziosa.
Per una persona, invece, il tempo non è mai bastato.
Il suo ricordo è rimasto custodito in una parte del mio cuore che ho chiuso con cura.
Non perché volessi dimenticarlo, ma perché il dolore era troppo grande per lasciarlo uscire.
Era mio zio Leandro, il fratello di mio padre.
Ci sono giorni che sembrano uguali a tanti altri. E poi ce n’è uno che divide la vita in un prima e in un dopo.
Per zio Leandro fu il giorno della diagnosi: un mieloma multiplo aggressivo che, nel giro di poco tempo, gli rubò il futuro e lo strappò all’affetto di tutti noi.
Ci sono perdite con cui il tempo ci insegna a convivere.
Altre, invece, restano sospese, come domande destinate a rimanere senza risposta.
La sua è una di quelle.
Non penso solo a ciò che la malattia gli ha tolto.
Penso a tutto ciò che avrebbe ancora potuto vivere: ai sorrisi che avrebbe regalato, agli abbracci, alle parole, ai giorni che aspettavano ancora di diventare ricordi.
Perché zio Leandro era una persona speciale.
Uno di quelli che, con la loro sola presenza, fanno sentire tutti a casa.
Un punto di riferimento per la famiglia e per gli amici.
Penso alle parole che non sono mai state dette.
Con gli anni, però, ho capito una cosa.
La morte interrompe una presenza.
L’amore, no.
L’amore cambia forma.
Così oggi porto con me anche lui.
Non come un’assenza che pesa, ma come una presenza invisibile che continua ad accompagnarmi.
Uno di quei pesi che all’inizio sembrano impossibili da sopportare e che, senza nemmeno rendercene conto, impariamo a portare.
Forse è questo il peso leggero:
accettare che alcune assenze continueranno a far male, ma scegliere ogni giorno di trasformarle in amore.
Perché chi abbiamo amato non smette di vivere.
Semplicemente, trova un altro modo per restare dentro di noi.

5 risposte a “I miei Angeli in Paradiso”
I ricordi più importanti non stanno negli album. Stanno nelle persone che siamo diventati grazie a chi abbiamo amato.
Si, è così
Stanno nei fiori e negli alberi, nei profumi, nei cibi e nelle bevande, nelle cose semplici di ogni giorno che facciamo perchè le facevano loro, ce l’hanno insegnate, le abbiamo imparate da loro. E poi i sorrisi che, come scrivi giustamente, non sono negli album ma nel cuore
Quello che hai scritto è pura verità, la presenza dello zio Leandro è sempre con tutti noi, ha cambiato forma, ma io lo sento molto vicino !❤️
❤️