Io che cosa racconto?

Stasera mi sono chiesta se avessi qualcosa da raccontare.

Ho letto il racconto di un viaggio nato da una storia familiare complessa. Si andava verso l’America, ma anche incontro a una parte della propria storia rimasta in attesa per tanti anni.

E mi sono chiesta:
“Io che cosa racconto?”

L’attesa di un gatto che decide di sparire per qualche ora?

Che devo sistemare mamma per la notte, ma solo dopo che ha scritto la buonanotte su WhatsApp a tutte le amiche?

Mentre ci pensavo, mi sono accorta che la risposta era già lì.

La mia vita non è fatta di grandi avvenimenti, ma di tanti attimi che le persone attraversano senza accorgersene.

Io mi fermo.

Osservo.

Mi piace osservare.

Mi succede nelle sale d’attesa, in fila al supermercato, davanti a un semaforo.

Guardo le persone.

C’è chi sbuffa perché deve aspettare.
Chi parla al telefono così forte da coinvolgere, senza volerlo (oppure vuole? Me lo chiedo a volte), tutti quelli che ha intorno.

Chi ha lo sguardo perso in un pensiero che nessuno immagina.
Chi sorride da solo leggendo un messaggio.

Sono scene piccole.

Così piccole che sembrano non meritare di essere raccontate.

Eppure sono la vita.

Anche stasera.

Mia madre quasi pronta per la notte, ma prima doveva fare una cosa.

Scrivere la buonanotte.

Io aspettavo.

Qualche anno fa avrei pensato: “Dai, sbrigati.”

Oggi no.

Perché quel messaggio è il suo modo per dire: ci sono ancora.

Perché ho capito che prendersi cura di qualcuno significa anche questo: aspettare che finisca quello che per lui, in quel momento, è importante.

E poi c’è Sugar.

È tornato.

Dopo ore di preoccupazione è rientrato con l’aria di chi aveva perfettamente ragione. Ha ricevuto uno sculaccione più rumoroso che doloroso e adesso gira per casa offeso, come se la vittima fosse lui.

Mi ha fatto sorridere e scemare l’ansia. Come se le ultime ore non fossero esistite.

Raccolgo gli attimi.

Quelli che quasi tutti dimenticano un minuto dopo averli attraversati.
Forse è questo che, ogni sera, provo a fare quando scrivo.

E quando, in una sala d’attesa o in coda alla cassa, incrocio uno sguardo curioso, gli sorrido.

Per un istante ci siamo riconosciuti.

Una risposta a “Io che cosa racconto?”

  1. Avatar Salva&Chiudi

    In questo mondo dove il rumore di fondo riesce a coprire tutti i suoni positivi tu fai una cosa rara.
    Usi in metodo scientifico: Osservare, Concatenare, Dedurre.
    A modo tuo.
    Ecco perché sei unica.
    Ecco perché sei: “Vita – Cuore – Battito”
    ❤️

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