Mia nonna lo diceva quando arrivava il caldo vero, quello che non lascia scampo:
“Ste cheld e cheva i sentimoint.”
Questo caldo toglie i sentimenti.
Me la ricordo seduta sui gradini, con il foulard legato in testa e il grembiule con le tasche piene di briciole di pane. Intratteneva noi bambine con grandi borse di piselli da sbucciare e fagiolini da mondare.
Io non capivo fino in fondo cosa volesse dire con quella frase.
Mi sembrava una delle tante cose che i grandi dicevano in dialetto: frasi brevi, apparentemente semplici, che però dentro avevano un mondo.
Oggi, invece, quella frase la capisco benissimo.
Perché mia nonna non diceva che il caldo toglieva le forze.
Diceva che toglieva i sentimenti.
E c’è una bella differenza.
Le forze possono mancare dopo una giornata pesante. I sentimenti, invece, sono quella cosa che ti fa venire voglia di fare, di uscire, di preparare qualcosa di buono, di parlare, di ridere, di avere pazienza.
Sono lo slancio che ci mette in movimento.
E il caldo, quando è quello serio, quello che ti si appiccica addosso e sembra entrarti fin dentro le ossa, quello slancio te lo porta via.
Qualcuno ti parla e devi fare uno sforzo per ascoltarlo. Qualcuno ti chiede qualcosa e dentro di te nasce soltanto il desiderio di essere lasciata in pace.
Non è cattiveria.
Non è nemmeno sempre stanchezza.
È proprio che non hai più i sentimenti per fare quella cosa.
Ed è qui che capisco davvero cosa volesse dire mia nonna.
Perché “questo caldo toglie i sentimenti” non è una frase da spiegare.
È una frase da vivere.
Basta una giornata da quaranta gradi, una notte dormita male, qualche commissione da fare e il ritorno a casa con la maglietta appiccicata alla pelle.
A quel punto non ti mancano soltanto le energie.
Ti manca proprio la voglia di fare, di pensare, di occuparti delle cose.
Anche le piccole cose che avevi immaginato come piacevoli diventano una fatica.
E allora lasci perdere.
Rimandi quello che puoi rimandare, rimani in casa, prepari qualcosa di semplice e aspetti che passi.
Non perché non vuoi.
Perché, semplicemente, in quel momento non hai i sentimenti.
Mia nonna aveva un modo tutto suo di osservare la vita.
Non aveva bisogno di spiegare troppo. Una frase, detta nel momento giusto, bastava.
“Ste cheld e cheva i sentimoint.”
E oggi, quando arriva uno di quei giorni in cui il caldo sembra aver spento tutto, il mio pensiero va alla nonna che lo dice.
E sorrido.
Perché penso che, in fondo, aveva ragione.
Non bisogna per forza essere produttivi, allegri, disponibili, efficienti.
A volte bisogna soltanto riconoscere che fa caldo e ci sono rimasti pochi sentimoint.

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