Non hai figli, non puoi capire.

SBAM!

È una frase che fa male.
Ti arriva in faccia come una porta che si apre all’improvviso.

Non averne, a volte, è una scelta.
E anche una scelta può avere un prezzo.

La mia vita ha preso una strada diversa da quella che, un tempo, avevo immaginato.
Ci sono state persone da amare, storie da accogliere, scelte da fare.

E io ho scelto.

Ho scelto di stare dentro quella vita, con consapevolezza e con amore.

Non mi sento vittima di quella scelta.

Ma scegliere significa anche accettare che qualcosa possa rimanere fuori.

Il tempo è passato e quella scelta è diventata la mia vita.

Ogni tanto può affacciarsi il pensiero di come sarebbe stato percorrere un’altra strada. Non è voler tornare indietro.
È riconoscere che nella nostra storia esistono anche possibilità che non abbiamo vissuto.

Non so cosa significhi essere madre.

Ma non credo che per comprendere l’amore, la cura, la paura o una rinuncia sia necessario aver vissuto esattamente la stessa esperienza.

Non mi sento una donna incompleta.
La mia vita non è una versione minore di quella di chi ha avuto figli.

È semplicemente la mia.

E oggi provo a guardarla tutta.
Anche quello che non c’è stato.
Senza permettere che ciò che è mancato definisca ciò che sono.

Forse era previsto altro per me.

Mi piace pensarlo.

Almeno in questa vita.

6 risposte a “Non hai figli, non puoi capire.”

  1. Avatar Pino
    Pino

    “Non puoi capire”… Non ho mai sentito una stronzata peggiore di questa. Al contrario, il mio lavoro mi ha fatto incontrare persone con figli che non avevano nessuna idea dei valori che elenchi (amore, cura, responsabilità, abnegazione); tantomeno nei confronti dei figli.

  2. Avatar Marzia
    Marzia

    Allora Elena, io sono madre e addirittura nonna, ma mai ho pensato per un solo momento che la sensibilità materna sia prerogativa di chi mette al mondo i figli. Direi che la cronaca quotidiana lo dimostra a sufficienza. I bambini sono di chi lì desidera e di chi li ama, e di conseguenza ne comprende istintivamente tutti i bisogni. Puoi dire la tua tranquillamente, sei molto più intelligente e delicata di tanti genitori

    1. Avatar Elena Magnani

      Marzia, grazie. Davvero.
      Il senso dell’articolo era proprio questo: non mettere in discussione l’amore di una madre, né pretendere di sapere cosa significhi essere genitore. Volevo solo raccontare cosa può significare, dall’altra parte, sentirsi dire che non puoi capire.

  3. Avatar Patrizia Salvatori
    Patrizia Salvatori

    Ciao Elena ❤️
    …non puoi capire tu hai un figlio solo…non puoi capire perché…non puoi capire come…
    …non puoi capire frase proprio antipatica detta spesso e volentieri con autosufficienza!!!
    Ho imparato a lasciarla dire e a guardare dritto
    Non ti curar di lor ma guarda e passa…detta da un grande!!!
    Ciao Elena un abbraccio
    ❤️

  4. Avatar Salva&Chiudi

    Sonia è entrata nella tua vita che era ancora una ragazzina. Poi è cresciuta.
    Una mamma ce l’aveva e ce l’ha, e tu non hai mai cercato di prenderne il posto.
    Nel frattempo, però, avete costruito qualcosa di tutto vostro. Oggi siete amiche, complici, vi volete bene.
    Forse è anche questo il punto: non tutti i legami hanno bisogno di un nome.
    A volte basta esserci.
    E gli altri devono capirlo.

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