SBAM!
È una frase che fa male.
Ti arriva in faccia come una porta che si apre all’improvviso.
Non averne, a volte, è una scelta.
E anche una scelta può avere un prezzo.
La mia vita ha preso una strada diversa da quella che, un tempo, avevo immaginato.
Ci sono state persone da amare, storie da accogliere, scelte da fare.
E io ho scelto.
Ho scelto di stare dentro quella vita, con consapevolezza e con amore.
Non mi sento vittima di quella scelta.
Ma scegliere significa anche accettare che qualcosa possa rimanere fuori.
Il tempo è passato e quella scelta è diventata la mia vita.
Ogni tanto può affacciarsi il pensiero di come sarebbe stato percorrere un’altra strada. Non è voler tornare indietro.
È riconoscere che nella nostra storia esistono anche possibilità che non abbiamo vissuto.
Non so cosa significhi essere madre.
Ma non credo che per comprendere l’amore, la cura, la paura o una rinuncia sia necessario aver vissuto esattamente la stessa esperienza.
Non mi sento una donna incompleta.
La mia vita non è una versione minore di quella di chi ha avuto figli.
È semplicemente la mia.
E oggi provo a guardarla tutta.
Anche quello che non c’è stato.
Senza permettere che ciò che è mancato definisca ciò che sono.
Forse era previsto altro per me.
Mi piace pensarlo.
Almeno in questa vita.

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