Domenica pomeriggio, dopo pranzo, mi è venuta un’idea.
«Mamma, ti porto a fare un giretto».
Siamo salite in macchina in ciabatte, senza grandi preparativi. Del resto, avevo pensato a tutto: non saremmo dovute scendere per forza da nessuna parte.
Prima le ho detto che saremmo andate a Cesenatico. Poi, strada facendo, ho cambiato destinazione: Milano Marittima. E a quel punto, perché non lo zoo safari di Mirabilandia?
Ho girato persino nella rotonda per lo zoo, tanto per rendere la storia più credibile.
Io mi stavo facendo un mucchio di risate. Mamma, ignara di tutto, seguiva le mie indicazioni turistiche.
La vera destinazione, invece, era Santerno, da Paola, la cugina del babbo.
Paola e mamma sono legate da una vita. Si sono viste crescere e anche se la vita le ha portate a vivere distanti, il loro rapporto è rimasto forte.
Quando mamma ha capito dove l’avevo portata, era contenta come una Pasqua.
Abbracci, risate, chiacchiere. E poi i racconti, i confronti, le storie di famiglia. Una ricordava una cosa, l’altra ne aggiungeva un’altra, e da un episodio saltava fuori un altro pezzo di passato.
Tanti ricordi, forse troppi.
Perché quando ci si conosce da così tanto tempo, insieme alle risate riaffiorano anche persone e momenti che non si possono più ritrovare.
Ma non c’era bisogno di fermarsi lì: il pomeriggio continuava, una storia dopo l’altra.
E io ero contenta di aver avuto quell’idea.
Di aver regalato a mamma qualche ora diversa dal solito e di aver condiviso con loro quel pomeriggio di chiacchiere, complicità e memoria.
Tutto partito da un «ti porto a fare un giretto».
Con due paia di ciabatte e una destinazione tenuta segreta fino all’ultimo.
Una follia buona.
Da ripetere, magari.
Ma la prossima volta scelgo una scusa che non mi costringa a fare il giro dello zoo safari. 😁

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