Avevo bisogno di staccare.
24 ore tutte mie, un letto diverso e la possibilità di non dover pensare continuamente a qualcosa da fare.
Così l’ho fatto.
Ho preparato la borsa e mi sono regalata una piccola fuga, con tanto di massaggio megagalattico.
Il massaggio mi ha risvegliato muscoli e dolori che ritenevo inesistenti.
Pare stimolasse anche la diuresi, ma soprattutto stimolava un irresistibile desiderio di dormire.
Ho dormito il pomeriggio, la sera e la notte.
Mi sono svegliata giusto per una doccia veloce, due passi per una cena deliziosa e poi di nuovo a nanna.
Stamattina, colazione con calma, passeggiata nel parco e poi spesa per pranzo e cena, e rientro a casa.
Ventiquattro ore di vacanza, versione essenziale.
Niente avventure memorabili, niente programmi frenetici.
Solo riposo.
Al mio ritorno mi hanno trovata più rilassata e decisamente più carica.
Missione compiuta, insomma.
I miciotti, invece, hanno avuto qualcosa da ridire.
Lillo mi ha guardata dall’alto in basso, con l’espressione di chi ha appena scoperto un tradimento imperdonabile. L’ho lasciato solo nel lettone!
Sugar, invece, ha presentato un reclamo ufficiale per la gestione delle crocchette.
Gli orari notturni che preferisce non sono stati rispettati e la faccenda è gravissima.
Insomma, io mi sono presa una pausa, ma loro non sembrano averla presa benissimo.
Scherzi a parte, sto bene.
Ventiquattro ore sono poche, ma bisogna anche accontentarsi.
E soprattutto ricordarsi che prendersi cura di sé non è un lusso, né una colpa.
Ogni tanto si può staccare la spina, lasciare il mondo fuori dalla porta e concedersi il piacere di non fare niente.
Poi si torna a casa, si riprende la vita di sempre e si affrontano anche le rimostranze dei felini.
Magari la prossima volta prenoto due notti.
Naturalmente, senza avvisare Lillo e Sugar.

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