Oggi inizio un corso di inglese.
Scritta così sembra una frase normale, ma la verità è che gli studi per me si sono conclusi 40 anni fa con l’ultimo esame della scuola obbligatoria.
Quarant’anni.
Nel mezzo è passata una vita intera.
C’è stato il lavoro che svolgo ancora oggi, la famiglia con le sue responsabilità, le corse continue fra farmaci, visite e ospedali per accudire al meglio i miei cari, i problemi da risolvere… e quelle giornate che finiscono quando sei già stanca pensando a quello che dovrai programmare per il giorno dopo.
Per questo, ripensandoci, non ho capito bene cosa mi sia passato per la testa quando mi sono iscritta.
Probabilmente un piccolo momento di follia.
In realtà no, so benissimo perché l’ho fatto:
in negozio è entrata una ragazza non vedente. Era sola.
Quando mi ha chiesto se parlavo inglese ho provato una sensazione strana. Non tanto l’imbarazzo di non conoscere una lingua straniera. Quello che mi ha colpito è stato sentirmi improvvisamente senza strumenti. Con altri clienti riesco sempre a cavarmela con un sorriso, un gesto, un’indicazione fatta con le mani. Quel giorno no.
Alla fine, con l’aiuto di un traduttore sul cellulare, siamo riuscite a capirci e a concludere la vendita.
Abbiamo anche scambiato qualche battuta e ci siamo salutate con affetto.
Lei è uscita dal negozio.
Io sono rimasta con una domanda in testa.
Mi sono detta:
possibile che a 54 anni io non sia ancora in grado di sostenere una conversazione così semplice?
Devo fare qualcosa.
E tornando a casa dopo qualche ricerca ho scoperto che vicinissimo a casa mia c’è un’ottima scuola, adatta anche per chi lavora come me.
La parte irrazionale ha subito inviato l’iscrizione.
Per fortuna!
Perché poi la parte razionale, nei giorni successivi, aveva già preparato tutte le obiezioni. Non ho tempo.
Sono troppo stanca.
Ho già abbastanza impegni.
A questa età cosa vuoi imparare?
Tanto non mi servirà.
E invece eccomi qui.
Con un quaderno nuovo e una leggera sensazione di panico.
Tutti ci ripetono che non è mai troppo tardi.
Ed è vero.
Però è sicuramente più faticoso. Molto più faticoso.
Fino a quattordici anni andare a scuola era il mio lavoro.
Oggi studiare significa trovare uno spazio tra tutto il resto.
Significa aprire un libro quando il letto ti chiama per nome.
Significa allenare una mente che per anni si è occupata di mille cose pratiche ma non di verbi irregolari.
Significa accettare l’idea di non essere brava subito.
Ed è forse questa la sfida più grande.
Non imparare l’inglese.
Rimettersi in gioco. Accettare di fare errori.
Di non capire.
Di sentirsi un po’ impacciata.
In un mondo che ci chiede continuamente di essere efficienti, preparati e competenti.
Non so dove mi porterà questo corso.
Non so se tra qualche mese riuscirò a sostenere una conversazione in inglese o se continuerò a confondere i verbi come una studentessa distratta.
So però una cosa.
Oggi non inizio soltanto un corso.
Faccio pace con l’idea che si possa ancora imparare qualcosa di nuovo.
Che si possa ancora cambiare direzione. Che si possa ancora essere curiosi.
Anche quando la vita è piena. Anche quando si è stanchi.
Anche dopo quarant’anni dall’ultimo libro scolastico.
L’inglese è l’obiettivo dichiarato.
Rimettermi in gioco è quello vero.

3 risposte a “Oggi inizio un corso di inglese.”
Ed io così di corsa che mi dono dimenticata di chiederti …sono una sorella scordarellina…
Un nuovo inizio, per ora semplice, ma con i compiti a casa (ops)
Sei una persona speciale ed io ammiro la tua forza e la tua determinazione!
Io di forza non ne ho più!