A volte basta uno sguardo, una risata o un modo di fare. Ma è davvero solo un pregiudizio?
Ci sono persone che, appena le vedo, mi fanno un’antipatia istantanea.
Non le conosco.
Non ci ho mai parlato.
Non mi hanno fatto un torto.
Eppure, dentro di me, parte un pensiero poco elegante.
“Mamma mia… questa la prenderei a schiaffoni.”
No, tranquilli. È solo un modo di dire.
Non l’ho mai fatto e non ho intenzione di iniziare proprio adesso.
È il modo più sincero che conosco per descrivere quella sensazione.
Vi prego, ditemi che non capita solo a me.
Perché a volte basta uno sguardo.
Oppure quella risata un po’ troppo rumorosa.
Il modo di parlare senza prendere fiato, come se il resto del mondo dovesse semplicemente ascoltare.
Una camminata che sembra dire: “Scansatevi, arrivo io.”
Quell’aria da padrona che entra in una stanza qualche secondo prima della persona.
Lo so.
È assurdo.
Mi piacerebbe dire che io non giudico nessuno.
Che aspetto di conoscere le persone prima di farmi un’opinione.
La verità è che il mio cervello, qualche volta, mi batte sul tempo.
Negli anni ho provato anche a dirmi che ero prevenuta.
Che stavo esagerando.
Che non era giusto.
Così mi sono imposta di aspettare.
E sapete una cosa?
Spesso, con il passare del tempo, mi sono accorta che quella sensazione non era nata per caso.
Questo significa che bisogna fidarsi sempre del proprio istinto?
Secondo me no.
Perché ci sarà sempre quella persona capace di sorprenderci e di farci cambiare idea.
E sarebbe un peccato perderla per colpa di un’impressione sbagliata.
Però credo anche che il nostro cervello raccolga tanti piccoli segnali che noi non riusciamo nemmeno a spiegare.
Li mette insieme in pochi secondi e ci sussurra: “Fai attenzione.”
Non è una sentenza. È solo un campanello.
Poi arrivano i fatti.
E sono loro a decidere se quel campanello aveva ragione oppure no.
Nel frattempo, continuo a sorridere ogni volta che mi succede.
Perché dopo tanti anni ho capito una cosa.
Non è un superpotere.
Forse è solo esperienza.
O forse è semplicemente la nostra mente che mette insieme dettagli che noi ancora non sappiamo spiegare.
E chissà… magari qualcuno, leggendo queste righe, sta pensando esattamente la stessa cosa di me.
Anzi, facciamo così.
Ditemi la verità.
Vi è mai capitato di guardare qualcuno e pensare: “No. Tu no.”?
Così, senza un motivo.
Prometto che non vi giudico… almeno non a prima vista.

3 risposte a “L’antipatia a prima vista esiste. E io non riesco a ignorarla.”
Succede…
Da informatico sospetto che l’antipatia a prima vista sia una specie di antivirus mentale.
Il guaio è che ogni tanto segnala come pericolosi anche i programmi perfettamente innocui.
O non ti segnala per niente quelli veramente pericolosi …
E si succede anche a me, però vero alcune volte poi parlandoci non è come pensavi appena vista 🤗