Qualche tempo fa Riccardo mi disse una frase che non ho più dimenticato.
“Quando nasciamo abbiamo tutti un sacchetto di caramelle.”
Da bambini e da ragazzi le mangiamo una dietro l’altra.
Non ci pensiamo.
Il sacchetto sembra inesauribile.
Una corsa dietro l’altra.
Un’estate dietro l’altra.
Un compleanno, una vacanza, un Natale.
Sempre convinti che ce ne saranno ancora tantissimi.
Poi, senza una data precisa, succede qualcosa.
Non è il compleanno tondo.
Non sono i capelli bianchi.
Non è nemmeno la menopausa.
È il momento in cui infili la mano nel sacchetto e, per la prima volta, ti chiedi quante caramelle possano essere rimaste.
E allora cambi modo di mangiare le caramelle.
Non le mordi più in fretta.
Le lasci sciogliere piano.
Perché hai capito che il gusto dura di più quando non hai fretta.
Forse è questo il senso del “qui e ora”.
Assaporare quello che c’è, invece di correre verso quello che verrà.
Un caffè bevuto davvero.
Una risata che arriva fino in fondo.
Una carezza al gatto.
Una sera d’estate seduta fuori casa, mentre guardo la pioggia cadere e respiro quell’odore d’acqua che sa di tregua.
Una conversazione che non stai già pensando a come concludere.
Non possiamo sapere quante caramelle ci restano.
Possiamo soltanto scegliere come assaporare quella che abbiamo in mano.
Grazie, Amore.
Per quel sacchetto di caramelle che continui a ricordarmi di avere tra le mani.

3 risposte a “Qui e ora (con un sacchetto di caramelle)”
Le caramelle contano poco. Conta gustare bene quella che hai.
Ti amo anch’io
Mi piace questa frase rende davvero bene sai che c’è che me la faccio mia, già assaporavo… Ma ora ancora di più grazie Elena 😘