In questi primi giorni di saldi c’è una frase che ho sentito ripetere più volte, soprattutto dalle clienti storiche.
“Una volta avevate vestiti belli. E che tessuti! Guardi questo pantalone… se lo ricorda?”
Avrà almeno quindici anni.
E sì, me lo ricordo.
Per un attimo mi chiedo quanta vita abbia visto quel pantalone.
Poi la signora aggiunge quasi sempre la stessa frase:
“Non lo butto. È liso, ormai, ma una cosa così non l’ho più trovata.”
E lì mi fermo.
Potrei partire con il solito discorso.
Che i tessuti non sono più quelli di una volta.
Che molti fornitori hanno chiuso.
Che i costi sono cambiati.
Che il mercato è diverso.
Tutto vero.
Ma forse non è questo il punto.
Il punto è un altro.
Quando ci accorgiamo che il mondo è andato avanti e noi siamo rimasti fermi?
Quando smettiamo di osservare il presente e iniziamo a confrontare tutto con un passato che, nella memoria, diventa sempre migliore?
Succede con i vestiti.
Con la musica.
Con il lavoro.
Con la tecnologia.
Con i rapporti.
Perfino con il pane.
A un certo punto non diciamo più: “Questo è diverso.”
Diciamo: “Una volta era meglio.”
E forse, qualche volta, è anche vero.
Ma vivere guardando sempre nello specchietto retrovisore è complicato.
Perché il passato ha un vantaggio enorme: non può più deluderci.
Il presente, invece, sì.
Così finiamo per cercare, per anni, lo stesso pantalone.
Quando magari il problema non è il pantalone.
È l’idea che niente possa essere bello in modo diverso.
E allora la domanda, alla fine, non riguarda più loro.
Riguarda me.
Quanto manca perché anch’io diventi una di quelle signore che cercano il mondo di ieri dentro quello di oggi?
Spero il più tardi possibile.
Non perché il passato non meriti di essere ricordato.
Ma perché vorrei conservare la curiosità di scoprire quello che ancora non conosco.
Anche se non sarà mai uguale a prima.
Perché forse invecchiare non significa avere molti anni.
Forse significa smettere di credere che il futuro possa ancora sorprenderci.
E forse il giorno in cui entrerò in un negozio cercando soltanto il pantalone che compravo quindici anni prima capirò che non sto più cercando un capo d’abbigliamento.
Sto cercando il tempo in cui lo indossavo.

3 risposte a “Il pantalone di quindici anni anni”
Constatazione giusta non ci avevo mai pensato, però me lo chiedevo come mai alcune persone si attaccano così a un pantalone? Ma forse sta cercando il tenpo passato. Spero di non fare così mi piace vedere come vanno avanti le cose anche la moda sopratutto I capelli 😉 ciaoooo ooo
E’ importante coltivare la curiosità, in tutti i campi della Vita 😊
Ragazze,
Credo che la curiosità sia il contrario della nostalgia. La nostalgia ci fa tornare dove siamo stati. La curiosità ci fa andare dove non siamo ancora arrivati. E finché resta un po’ di curiosità, il futuro ha ancora una possibilità di sorprenderci.
Insomma per me il problema non è “giovane o vecchio” ma “curioso o rassegnato”