Il permesso di partire

Seduta sulla panchina verde, aspetto l’ora di entrare al lavoro.

Sento un rombo. Alzo gli occhi.
Sopra di me passa la pancia di un aereo in fase di atterraggio…

Ho preso l’aereo solo due volte nella mia vita.

Una per andare a Parigi, per tre giorni.
Tornai più stanca di quando ero partita.

L’altra su un aerotaxi, di quelli piccolini, per il matrimonio di mio cognato,
Rimini-Capodichino e ritorno in giornata.

Non ho mai viaggiato davvero.

Non ho mai preparato una valigia pensando: “Ci rivediamo fra due settimane”.

Non conosco quella sensazione di salire su un aereo senza avere la testa piena di cose lasciate in sospeso.

Mi chiedo spesso come sia.

Se, quando l’aereo si stacca da terra, si riescano a lasciare giù anche un po’ dei propri pensieri.

Negli anni ho sempre avuto un motivo per restare.
Il lavoro.
La famiglia.
Le responsabilità.

E, a forza di restare, ci si abitua persino a non immaginare più la partenza.

Però quel desiderio è rimasto.

Non sogno alberghi di lusso o mete esotiche.

Sogno il momento in cui, seduta vicino al finestrino, sentirò la spinta dei motori e penserò:

“Per qualche giorno il mondo può fare a meno di me.”

Perché forse è questo il viaggio che mi manca di più.

Non attraversare un continente.

Ma attraversare qualche giorno senza sentirmi indispensabile.

Credo che il viaggio inizi molto prima.

Non quando l’aereo decolla.

Ma quando, per la prima volta dopo tanto tempo, ci si concede il permesso di partire.

9 risposte a “Il permesso di partire”

  1. Avatar Monica zavatta
    Monica zavatta

    Proprio così così cara Elena, non servono mete lontane ma il bisogno, come dico io di ritrovare se stessi. Letteralmente staccare la spina…. Ti auguro di cuore che prima o poi tu ci riesca….. ❤️

    1. Avatar Elena Magnani

      Grazie di cuore. ❤️ Ogni tanto ritrovare se stessi è il regalo più bello. Un abbraccio. 😘

  2. Avatar Salva&Chiudi

    Io ho imparato che il mondo continua anche quando ci si ferma.
    Tu stai imparando che continua anche quando si parte.
    Forse il prossimo viaggio non servirà a vedere un posto nuovo, ma a guardare con occhi nuovi quello a cui torneremo.

    1. Avatar Elena Magnani

      Grazie, amore. ❤️ Spero davvero di riuscire a portare con me quegli occhi nuovi anche quando torno a casa.

  3. Avatar Gallini Nicoletta
    Gallini Nicoletta

    Un angolo tutto tuo dove rifugiarsi , in cui lasciarsi andare, in cui riconoscersi….. perché spesso a forza di correre e pensare per tutti, non ci si riconosce più.
    E si pensa che prendendo un aereo e andando lontano ciò possa accadere…e accade , ma poi devi aspettare mesi, anni, perché ciò riaccada. È un respiro che poi si mozza lì….e sei di nuovo senza respiro.
    Basterebbe sparire per 3/4 giorni, in un piccolo agriturismo poco frequentato in collina o una pensioncina in un litorale poco conosciuto, fuori stagione….a volte lo sogno. Grazie Elena

    1. Avatar Elena Magnani

      Grazie, Nicoletta. ❤️ Hai ragione, ogni tanto avremmo tutti bisogno di un piccolo angolo in cui ritrovarci. Ti auguro di realizzare presto anche quel tuo sogno. Un abbraccio. 😘

  4. Avatar Marilena
    Marilena

    Essere ” Indispensabile” presuppone tanta responsabilità ed è un peso non indifferente!!!
    Però ti fa sentire ” Viva “!
    Prova a pensare al contrario ” ….
    se fossi “superflua ” “inutile ” dispensabile”
    saresti più contenta?
    Non credo.
    Ti auguro cmq di staccare la spina ogni tanto…e di volare con la fantasia .😘😘😘

    1. Avatar Elena Magnani

      Grazie, Marilena. ❤️ Le tue parole mi fanno riflettere e so che arrivano dal cuore. Hai ragione, ogni tanto bisogna ricordarsi di staccare la spina e lasciare spazio anche alla fantasia. Ti ringrazio per il pensiero e per l’affetto con cui mi sei vicina. Ti abbraccio. 😘

      1. Avatar Marilena
        Marilena

        Con il ❤️ ti sono sempre vicina.
        😘😘😘

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