Ventitré mesi, più o meno

Oggi vi racconto una storia di ordinaria sanità.

Il 24 luglio 2024 a mia madre viene prescritto un OCT.
Chiamo il CUP per prenotarlo con il Servizio Sanitario Nazionale.

«A Riccione. Però deve prenotare direttamente in struttura.»
Mi danno il numero. Chiamo.

«Ci sono circa 23 mesi di attesa.»

Faccio due conti: luglio 2024, più 23 mesi. Giugno 2026.
Va bene, non è urgente. Ci mettiamo in lista e aspettiamo.

Nell’estate del 2025 richiamo per sapere a che punto siamo.
Sua madre è in lista. Non verrà chiamata prima di giugno 2026.»

Perfetto.

Poi giugno arriva, passa. Arriva luglio, passa. Arriva settembre.

L’OCT no.

Nel frattempo, durante una visita oculistica, l’esame viene nuovamente indicato, anche per valutare la situazione dell’occhio sinistro e capire se sia necessario modificare le lenti.

Richiamo Riccione.

«Sua madre non verrà chiamata a breve. Stiamo ancora facendo gli OCT dei pazienti del 2023. Può rivolgersi ad altre strutture fuori provincia.»

Ah.

E, naturalmente, la prescrizione del 2024 è scaduta.

Ora, io sono una persona paziente.

Ma ogni tanto anche la pazienza finisce la sua lista d’attesa.

Mi sono quindi “risentita”.
Diciamo pure che ero un filo imbufalita.

Ho scritto una PEC al Direttore Sanitario dell’AUSL Romagna chiedendo spiegazioni e, soprattutto, chiedendo come sia possibile che una paziente in attesa da oltre due anni debba ricominciare tutto da capo perché nel frattempo è scaduta la prescrizione.

Mia madre è invalida civile, ha un’esenzione sanitaria e io non ho intenzione di portarla a fare privatamente un esame che sto cercando di ottenere attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.

Nel frattempo, però, gli occhi non aspettano le liste d’attesa.

Così, mentre lor signori decidono il da farsi, mi sono fatta fare una nuova prescrizione e ho prenotato l’OCT a Ravenna.

Novembre 2026.

Un’ora di macchina da casa.

Comodissimo.

Soprattutto per una persona che aspetta da più di ventiquattro mesi.

Però abbiamo una data.

E, a quanto pare, per arrivare a novembre 2026 bastava cambiare provincia.

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