Primo di ottobre.
E niente, anche settembre è passato.
Guardo la mia amica agenda e mi rendo conto di quanto l’ho temuto, settembre.
Per tutti gli impegni, tutti gli appuntamenti.
Mi chiedevo come sarei riuscita a starci dentro.
E invece eccomi qui, con il calendario girato su ottobre e ancora qualche traccia di settembre sulla scrivania: cartelle mediche da sistemare, appuntamenti da fissare, tasse pagate da archiviare.
E fra tre mesi sarà già un altro anno.
E questa cosa mi fa pensare.
A dove sarò, a come ci sarò arrivata.
Alle cose che avrò avuto il coraggio di affrontare e a quelle che magari avrò continuato a rimandare.
A quello che avrò lasciato andare e a ciò che, invece, avrò scelto di tenere stretto.
Sarò pronta?
Non lo so.
Forse perché, quando penso a un nuovo anno, non mi preoccupa tanto quello che ancora non conosco.
Mi chiedo piuttosto se sarò capace di affrontarlo senza perdermi dentro tutto quello che succederà.
E, soprattutto, se riuscirò ancora a riconoscermi.
Non posso avere tutte le risposte.
Per ora c’è ottobre.
E io sono qui.

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