Domani si parte per Shop Survivor!
Due giornate intense, centinaia di commercianti da tutta Italia e un bel po’ di cose da ascoltare, capire e mettere in discussione.
Per me è la seconda volta.
L’anno scorso sono tornata a casa con la testa piena di spunti. Alcuni li ho messi a frutto, altri sono rimasti lì, a lavorarmi dentro.
Ma è proprio questo il bello: certe cose non ti servono nell’immediato. Ti rimangono in un angolo della testa e, prima o poi, tornano fuori.
Quest’anno avevo invitato anche il mio capo.
Mi sarebbe piaciuto condividere con lui questa esperienza, ascoltare le stesse cose e provare a capire come portare qualche novità nel nostro negozio.
Per impegni familiari non potrà venire, e mi dispiace. Credo che sarebbe stata una bella occasione anche per lui.
Ma io ci vado lo stesso. E ci vado volentieri.
Si parlerà di marketing, social, tecniche di vendita, magazzino e mentalità imprenditoriale. Insomma, di tutto quello che, in modi diversi, fa la differenza tra tenere aperto un negozio e cercare di farlo crescere.
Mi piace guardarmi intorno, ascoltare chi sperimenta strade nuove e chiedermi se qualcosa possa funzionare anche nella nostra realtà.
Perché una cosa l’ho capita: fare le cose come si sono sempre fatte non significa necessariamente farle nel modo migliore.
Mi piacerebbe tornare con qualcosa di concreto, da provare, discutere e magari trasformare in un progetto condiviso.
Poi, naturalmente, tra un’idea e la sua realizzazione c’è di mezzo il mondo.
Ma intanto bisogna pur cominciare da qualche parte.
Adesso preparo la borsa, carico le batterie e passo in modalità ascolto.
L’anno scorso ero un puntino in mezzo alla folla. Domani torno con gli occhi aperti e il quaderno pronto.
Non so ancora che cosa mi porterò a casa.
Ma so che non ho ancora finito di imparare.

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